Article ID | Journal | Published Year | Pages | File Type |
---|---|---|---|---|
3465258 | EMC - AKOS - Trattato di Medicina | 2007 | 6 Pages |
Abstract
Nel diabete di tipo 2, l'attività fisica agisce direttamente sul principale fattore causale che è l'insulinoresistenza. Questo effetto è più importante negli stadi iniziali della malattia, quando l'insufficienza secretoria in insulina non è troppo grave. Misure tanto semplici come 30 minuti quotidiani di marcia rapida, permettono di ottenere una vera a propria prevenzione secondaria nei soggetti intolleranti al glucosio ed un miglioramento del metabolismo è stato dimostrato nei soggetti con diabete franco. Alcuni rischi non vengono però esclusi in caso id complicazioni, in particolare podologici e cardiaci; uno studio diagnostico è pertanto necessario. Nel diabete di tipo 1 l'attività fisica non ha effetti terapeutici diretti, ma un ruolo importante nella qualità della vita dei pazienti. I rischi di scompenso, in particolar modo di ipoglicemia possono solitamente essere prevenuti con un adattamento della dieta e degli schemi dell'insulinoterapia. Gli analoghi recenti (rapidi e lenti), al pari delle pompe sotto-cutanee facilitano questi aggiustamenti. In entrambi i tipi di diabete, l'educazione terapeutica ha un ruolo fondamentale: nel tipo 2 aiutare ed accompagnare i pazienti che sono generalmente reticenti; nel tipo 1 facilitare l'autonomia dei pazienti, che sono in generale collaborativi e preoccupati, per una miglior sicurezza ed una maggior libertà . In ambedue i tipi di diabete, l'attività fisica ha inoltre degli effetti favorevoli supplementari agendo sugli altri fattori di rischio cardio-vascolari: peso, ipertensione arteriosa, parametri dei lipidi, fattori della coagulazione.
Related Topics
Health Sciences
Medicine and Dentistry
Medicine and Dentistry (General)
Authors
E. Mollet,